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... Sorge a Nimis uno dei più antichi luoghi di culto del Friuli, la pieve dei SS. Gervasio e Protasio, edificata presso il Castrum Nemas attorno al secolo VIII e portata alle attuali tre navate attorno al secolo XIV.
Alla fine degli anni Sessanta vi fu condotta una ricognizione archeologica che approfondì la conoscenza degli edifici precedenti l’attuale, risalendo fino all’epoca tardo antica, e portò alla luce alcuni frammenti di rilievi.
Fra questi, un interessante frammento in arenaria e calcare con scolpite in rilievo, fra l’altro, due diverse forme circolari, consumate forse dal calpestio: una composta da sei cerchi concentrici e l’altra che disegna una sorta di ruota a sei raggi.
La prima ricorda la forma dei petroglifi megalitici a spirale o centri concentrici, mentre la seconda richiama la ruota a sei raggi dei graffiti rupestri delle alpi austriache, e potrebbero essere ambedue rappresentazioni della ruota del sole.
La ruota è un segno molto frequente nelle rappresentazioni celtiche e nelle sculture gallo-romane veniva spesso raffigurata in compagnia di Jupiter, cosa che induce a vedere in essa il simbolo solare, il cui nome in celtico era femminile come in tutte le antiche lingue indoeuropee (madre sole?).
Il sole era considerato dai Celti uno degli elementi fondamentali dell’universo e caratterizzava tutto ciò che è bello, amabile, splendido.
Ma la ruota è anche rappresentazione del mondo, del cambiamento e del ritorno, del succedersi delle stagioni, del giorno che segue la notte, della fecondità e dell’abbondanza.
Questa arcaica forma simbolica ci è parsa immediatamente la più consona ed efficace a rappresentare l’allure comunicativa del Ramandolo, a restituire graficamente la forza espansiva del suo antico, forte carattere.
Abbiamo quindi disegnato la figura a cerchi concentrici dandole il colore prezioso del sole, il giallo della conoscenza, dell’illuminazione, dell’oro metallo perfetto; il colore biondo intenso del frumento maturo, lo stesso che ornava il capo degli eroi e degli dei celtici, quello raggiunto dal Ramandolo dopo la vendemmia tardiva, l’appassimento all’aria del Bernadia, l’arricchimento in legno e l’affinamento in vetro.
Il marchio ha la forma perimetrale di un quadrilatero regolare romboidale, archetipo che suggerisce le caratteristiche femminili, stabili e solide della terra (quadrato) unite all’espressione dinamica e penetrante della forza virile fecondatrice (rombo)...

(da Sirio Tommasoli - Ragioni e origini del marchio Ramandolo)


Consorzio Tutela Ramandolo Nimis UD; e-mail: info@ramandolo.it

aggiornamento realizzato grazie al contributo del Piano di Sviluppo Rurale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia,
misura m, sottomisura m1, Azione 1. Regolamento (CE) n. 1257/99